Guido Scorza si dimette dal Garante della Privacy: scelta difficile ma necessaria per la sua tutela

Guido Scorza si dimette dal Garante della Privacy

Guido Scorza ha annunciato la sua decisione di dimettersi dall’incarico di Garante della Privacy, una scelta che ha descritto come sofferta e complessa. Scorza ha ritenuto necessario compiere questo passo per proteggere l’istituzione e garantire la sua integrità in un contesto in continua evoluzione.

Motivazioni della decisione

Scorza ha spiegato che le sue dimissioni non sono state prese alla leggera. Ha sottolineato che la protezione dell’istituzione è fondamentale, soprattutto in un momento in cui il dibattito sulla privacy e sui diritti dei cittadini è al centro dell’attenzione pubblica. La sua scelta arriva in un periodo di cambiamenti normativi e di crescente attenzione verso la tutela della privacy.

Orgoglio per il lavoro svolto

Nella sua comunicazione di dimissioni, Scorza ha espresso un profondo orgoglio per il lavoro svolto durante il suo mandato. Ha evidenziato l’importanza delle iniziative intraprese e dei risultati ottenuti, sottolineando che il suo incarico è stato per lui una vera e propria missione civile.

Riconoscimenti ai predecessori

Scorza ha colto l’occasione per rendere omaggio ai suoi predecessori, Stefano Rodotà e Giovanni Buttarelli, i quali hanno tracciato sentieri significativi nella tutela della privacy. Ha ricordato il loro impegno e le loro visioni, elementi che hanno ispirato il suo operato e contribuito a plasmare l’ufficio del Garante.

Rispetto per un diritto fondamentale

Infine, Scorza ha ribadito il suo rispetto per il “sogno” di proteggere la privacy come diritto fondamentale. Ha sottolineato che la difesa della privacy non è solo una questione burocratica, ma un elemento essenziale per la democrazia e per la dignità dei cittadini. Le sue dimissioni, quindi, non segnano solo la fine di un mandato, ma anche una riflessione profonda su valori e diritti che devono continuare a essere al centro del dibattito pubblico.


Immagine di copertina: Corriere della Sera