La scomparsa di Paolo Di Nunno, ex patron del Lecco
Paolo Di Nunno, noto imprenditore e figura di spicco nel mondo del calcio italiano, è morto all’età di 77 anni. Originario di Canosa, Di Nunno ha dedicato gran parte della sua vita allo sport, in particolare al calcio, ricoprendo ruoli significativi sia come dirigente che come appassionato sostenitore.
Un legame profondo con il calcio
Di Nunno è stato presidente onorario del Canosa Calcio, una posizione che testimoniava il suo attaccamento alla sua città natale. La sua carriera nel calcio iniziò proprio con il Canosa, dove ha mosso i primi passi nel mondo del gioco. La sua passione per il calcio non si è fermata qui; nel 2018, tentò di acquistare il Bari, uno dei club storici della regione, ma la sua offerta non venne accettata.
La gestione del Lecco
Sotto la sua gestione, il Lecco ha vissuto un periodo di grande successo, culminato con il ritorno in Serie B dopo ben 50 anni di attesa. Questo traguardo è stato accolto con entusiasmo dai tifosi e ha segnato una vera e propria rinascita per la società. Tuttavia, la gioia è stata di breve durata, poiché la retrocessione del Lecco ha segnato anche il suo addio alla società, un momento particolarmente doloroso per Di Nunno e per i sostenitori del club.
Un imprenditore e un visionario
Oltre alla sua carriera nel calcio, Di Nunno è stato un imprenditore di successo, fondando un’azienda di videogiochi. Questa iniziativa ha testimoniato la sua capacità di innovare e di adattarsi ai tempi, portando avanti un’attività che ha saputo unire passione e imprenditorialità.
Il cordoglio della comunità calcistica
Dopo la notizia della sua scomparsa, il Canosa Calcio ha espresso profondo cordoglio, ricordando l’impegno e la dedizione che Di Nunno ha sempre dimostrato nei confronti del calcio e della sua comunità. La sua figura rimarrà impressa nei cuori di chi lo ha conosciuto e degli appassionati di sport, testimoniando un amore incondizionato per il calcio e per il suo territorio.
La sua eredità, sia come dirigente calcistico sia come imprenditore, continuerà a vivere attraverso le sue realizzazioni e l’impatto che ha avuto sul mondo del calcio italiano.




