La madre di Arthur, deceduto a Crans-Montana, esprime il suo dolore: «Moretti è libero, e noi potremmo non scoprire mai la verità sulla morte dei nostri figli»

La madre di Arthur esprime il suo dolore e la sua frustrazione

In un’intervista emotiva, la madre di Arthur, tragicamente deceduto in un incendio avvenuto a Crans-Montana, ha aperto il suo cuore, esprimendo il profondo dolore e la frustrazione che la accompagnano da quel giorno. La perdita del giovane ha scosso non solo la sua famiglia, ma anche l’intera comunità, lasciando domande senza risposta e un senso di giustizia in sospeso.

Accuse di immobilismo alla procuratrice

Durante l’intervista, la madre ha accusato la procuratrice di immobilismo, sottolineando la sua preoccupazione di non sapere mai le reali cause della morte del figlio. “Sento che il tempo passa senza che vengano fatte progressi significativi nelle indagini. È un tormento incessante,” ha dichiarato, evidenziando l’urgente bisogno di chiarezza e giustizia. La mancanza di comunicazioni ufficiali ha amplificato il suo senso di impotenza e di angoscia.

La situazione di Jacques Moretti

Jacques Moretti, proprietario del locale dove si è verificata la tragedia, è stato recentemente liberato. La sua posizione ha suscitato forti reazioni all’interno della comunità, in particolare da parte della madre di Arthur, che si è detta incredula. “Come può una persona coinvolta in un evento così tragico tornare alla sua vita normale senza affrontare le conseguenze delle sue azioni?” ha chiesto, esprimendo il desiderio di giustizia e responsabilità per quanto accaduto.

Un appello per giustizia e chiarezza

La madre di Arthur ha lanciato un appello accorato alle autorità, chiedendo che venga fatta luce sull’incidente. “Non voglio che la morte di mio figlio sia dimenticata. Meritiamo di sapere cosa è successo e perché. I responsabili devono essere chiamati a rispondere,” ha affermato. La sua determinazione a cercare verità e giustizia non si è affievolita, alimentata dal ricordo del figlio e dalla speranza che simili tragedie possano essere evitate in futuro.


Immagine di copertina: Corriere della Sera