Il genitore di Alex Pretti, l’infermiere di terapia intensiva assassinato dall’Ice a Minneapolis, denuncia: «False accuse su mio figlio, voglio che emerga la verità»

Tragedia a Minneapolis: la morte di Alex Pretti, infermiere di terapia intensiva

Alex Pretti, un infermiere di terapia intensiva di 29 anni, è stato ucciso dalla Border Patrol a Minneapolis, in un evento che ha suscitato indignazione e domande su cosa sia realmente accaduto. I suoi genitori, Michael e Susan Pretti, chiedono chiarezza e giustizia riguardo alla morte del loro figlio, che lo scorso mese ha perso la vita in circostanze ancora poco chiare.

Le origini italiane della famiglia Pretti

Michael Pretti ha condiviso le radici italiane della famiglia, sottolineando l’importanza della cultura e dei valori trasmessi di generazione in generazione. Questa eredità ha contribuito a plasmare il carattere di Alex, descritto dai suoi cari come un eroe, attento e premuroso nei confronti della famiglia e degli amici.

Il dolore e la rabbia dei genitori

I genitori di Alex hanno espresso la loro frustrazione e rabbia per le “bugie disgustose” circolate sui social media e nelle notizie riguardanti la morte del loro figlio. “Vogliamo sapere la verità”, ha dichiarato Michael Pretti, sottolineando il desiderio di comprendere appieno le circostanze che hanno portato alla tragica conclusione della vita di Alex.

Testimonianze e prove visive

Video circolati online mostrano Alex con il telefono in mano, smentendo le affermazioni secondo cui sarebbe stato armato durante l’incidente. Questo dettaglio ha alimentato ulteriormente le domande sulla legittimità dell’azione della Border Patrol. Alex era un cittadino americano senza precedenti penali e aveva esplicitamente partecipato a proteste contro l’ICE, un aspetto che potrebbe aver influenzato le dinamiche dell’incidente.

Ultime interazioni e il contesto dell’incidente

Due giorni prima della sua morte, Alex ha avuto l’ultima conversazione con i suoi genitori, segno della vicinanza e del legame che lo univa alla sua famiglia. Durante l’incidente che ha portato alla sua morte, si è trovato nel ruolo di protettore, cercando di difendere una donna in pericolo. Questo gesto di altruismo ha colpito profondamente chi lo conosceva e ha contribuito a dipingerlo come un giovane impegnato e responsabile.

Conclusione: la ricerca della verità

La famiglia Pretti continua a cercare risposte in un clima di incertezza e preoccupazione. Mentre le indagini sono in corso, la loro speranza è che la verità sulla morte di Alex emerga, portando giustizia e chiarezza a una situazione complessa e dolorosa. La comunità si unisce a loro nel richiedere trasparenza, con la speranza che eventi simili non si ripetano in futuro.


Immagine di copertina: Corriere della Sera