Alex Pretti impugnava un telefono, non un’arma, prima di essere abbattuto dai federali a Minneapolis

Alex Pretti ucciso da agenti federali a Minneapolis

La morte di Alex Pretti a Minneapolis ha sollevato un’ondata di indignazione e proteste nella comunità locale, a seguito di un intervento mortale da parte di agenti federali. Secondo le autorità, Pretti sarebbe stato coinvolto in una situazione di crisi, ma le versioni ufficiali sono state rapidamente messe in discussione.

Riprese video smentiscono versione ufficiale

Le riprese video dell’incidente, ampiamente diffuse sui social media, sembrano contraddire la narrativa fornita dalle forze dell’ordine. Questi filmati mostrano momenti chiave che alimentano il dibattito sulla legittimità dell’intervento degli agenti.

Pretti aveva in mano un cellulare, non un’arma

Un elemento cruciale emerso dalle riprese è che Alex Pretti era in possesso di un cellulare, non di un’arma. Questo dettaglio ha suscitato preoccupazioni e domande sul protocollo degli agenti coinvolti, che hanno giustificato l’uso della forza letale in base a percezioni errate della minaccia.

Sfida tra manifestanti e agenti federali culmina in scontro

Il contesto dell’incidente è caratterizzato da tensioni crescenti tra manifestanti e agenti federali. La situazione si è intensificata in una vera e propria sfida, culminando in uno scontro violento che ha portato alla morte di Pretti. La risposta delle forze dell’ordine è stata pesantemente criticata per l’uso eccessivo della forza.

Pretti immobilizzato e colpito da diversi proiettili

Dai rapporti iniziali emerge che nonostante Pretti fosse immobilizzato, gli agenti abbiano sparato diversi colpi. Questa azione ha sollevato interrogativi sulla formazione degli agenti e sulle procedure operative adottate in situazioni di crisi.

Testimoni affermano che era disarmato

Numerosi testimoni oculari hanno confermato che Alex Pretti era disarmato al momento dell’incidente. Le loro testimonianze si allineano con le immagini e le prove raccolte, creando un forte contrasto con la narrazione ufficiale delle autorità.

La situazione ha scatenato proteste nella comunità

La morte di Pretti ha scatenato proteste in tutta Minneapolis, riaccendendo il dibattito su razzismo, violenza della polizia e diritti civili. La comunità si è unita per chiedere giustizia e una revisione delle procedure di intervento delle forze dell’ordine, mentre cresce la pressione per un’indagine indipendente sull’accaduto.

Questa tragica vicenda solleva interrogativi fondamentali sulla sicurezza pubblica, la responsabilità delle forze dell’ordine e i diritti individuali, temi che continueranno a occupare le prime pagine dei notiziari e a mobilitare l’opinione pubblica.


Immagine di copertina: Corriere della Sera