Settore chimico europeo in crisi: 20.000 posti di lavoro persi e 89.000 a rischio nelle filiere

Settore chimico europeo in crisi

Il settore chimico europeo sta affrontando una crisi senza precedenti, caratterizzata da una significativa perdita di posti di lavoro e da un calo della produzione che mette in discussione la competitività dell’intera manifattura europea.

Perdita di posti di lavoro

Dal 2022, il settore ha registrato la perdita di circa 20.000 posti di lavoro, un evento che ha sollevato preoccupazioni per il futuro dell’occupazione nelle filiere collegate, dove si stimano a rischio ulteriori 89.000 posti. Queste cifre evidenziano non solo il problema immediato dell’occupazione, ma anche l’impatto a lungo termine sulle economie locali e nazionali.

Impatto sulla produzione

Le chiusure di impianti hanno contribuito a una sostanziale perdita di produzione, con un totale di 37 milioni di tonnellate non prodotte. Questo calo non solo riduce la capacità di soddisfare la domanda interna ed estera, ma influisce anche negativamente sulla catena di approvvigionamento e sulle industrie correlate.

Rallentamento degli investimenti

Un altro aspetto critico è il significativo rallentamento degli investimenti nel settore, che è sceso da 2,7 milioni di tonnellate nel 2022 a una previsione di soli 0,3 milioni nel 2025. Questo abbandono degli investimenti rappresenta un segnale preoccupante della mancanza di fiducia da parte degli investitori e delle aziende nel futuro del settore chimico in Europa.

Situazione in Italia

In Italia, la produzione chimica è in calo da quattro anni consecutivi, con livelli di produzione attualmente inferiori del 13% rispetto al 2021. Questo trend negativo ha sollevato interrogativi sulle politiche economiche e sulle strategie industriali in atto, che sembrano non essere sufficientemente incisive per contrastare la crisi.

Necessità di azioni incisive

Data l’importanza del settore chimico per l’intera manifattura europea, è fondamentale intraprendere azioni decisive per migliorare la competitività del comparto. Gli elevati costi energetici e le pressioni normative sono stati identificati come fattori critici che ostacolano la ripresa e la crescita del settore.

Appello per interventi urgenti

Cresce l’appello per interventi urgenti da parte delle autorità e degli organi competenti, al fine di evitare un ulteriore processo di deindustrializzazione che potrebbe compromettere la stabilità economica e occupazionale in Europa. La situazione attuale richiede un’attenzione particolare e un approccio strategico per garantire un futuro sostenibile per il settore chimico e per l’intera economia europea.


Immagine di copertina: Il Sole 24 Ore