Confcommercio lancia un allerta per l’aumento dei costi energetici

Aumento dei costi energetici per le aziende: la segnalazione di Confcommercio

Confcommercio ha lanciato un allerta riguardo all’andamento dei costi energetici, che hanno subito un incremento significativo per le imprese italiane. Secondo l’associazione di categoria, il confronto con i valori del 2019 evidenzia un aumento della bolletta elettrica del 29% e del gas del 70%. Questi dati suggeriscono un sério aggravio per le aziende, che si trovano a dover affrontare spese sempre più elevate.

Aumenti mensili previsti per il 2025

Le proiezioni per il 2025 non lasciano presagire un miglioramento della situazione. Si stima un incremento del 28,8% per l’elettricità e del 70,4% per il gas. Questi aumenti ricadono in modo particolare sulle spese operative delle aziende, già provate da altre difficoltà economiche.

Costi medi per le aziende italiane

Analizzando i costi medi, si osserva che le spese mensili per le aziende sono considerevoli. Ad esempio:

  • Alberghi: 9.117 euro al mese
  • Negozi di grandi dimensioni: 5.979 euro al mese

Questi valori evidenziano non solo l’impatto diretto sui bilanci aziendali, ma anche la possibile ricaduta sui prezzi per i consumatori finali.

Richiesta di interventi al governo

In risposta a questa situazione, Confcommercio ha scritto una lettera al ministro Pichetto Fratin, chiedendo l’implementazione di politiche di sostegno per le piccole e medie imprese (PMI). L’associazione sottolinea la necessità di una riforma del mercato elettrico per garantire prezzi calmierati e sostenibili, che possano ridurre il carico economico sulle aziende.

Confronto internazionale dei prezzi dell’energia

Un altro aspetto rilevante è che i prezzi dell’energia elettrica in Italia risultano superiori rispetto a quelli di paesi come Francia, Spagna e Germania. Questa anomalia strutturale rappresenta una sfida per le aziende italiane, che si trovano a competere in un mercato già difficile. Gli incrementi delle bollette, inoltre, non sono stati completamente assorbiti rispetto alla crisi energetica del 2021-2022, il che aggrava ulteriormente la situazione.

Misure per favorire l’autoproduzione e l’efficienza energetica

In questo contesto, cresce la domanda di misure che possano incentivare l’autoproduzione e migliorare l’efficienza energetica. Questi interventi potrebbero rappresentare una via d’uscita per le aziende, permettendo loro di ridurre la dipendenza dai fornitori esterni e controllare meglio i costi energetici.

La situazione attuale dei costi energetici per le aziende italiane richiede una risposta rapida e articolata, per evitare che le difficoltà economiche si traducano in conseguenze più gravi per il tessuto imprenditoriale del paese.


Immagine di copertina: Il Sole 24 Ore