Proseguono le violenze in Iran con almeno 12.000 morti
La situazione in Iran continua a deteriorarsi, con rapporti che indicano un numero crescente di vittime a causa delle violenze che imperversano nel paese. Le stime più recenti parlano di almeno 12.000 morti, un dato che solleva preoccupazioni sia a livello nazionale che internazionale. Le moti di protesta, iniziate in risposta al carovita e alle politiche repressive del governo, hanno assunto toni sempre più violenti, portando a una repressione ferrea da parte delle autorità.
Proteste contro il carovita e repressione del governo
Le proteste sono emerse come reazione all’aumento del costo della vita, che ha colpito duramente la popolazione iraniana. In molte città, i cittadini si sono uniti in manifestazioni per chiedere riforme e il miglioramento delle condizioni economiche. Tuttavia, il governo ha risposto con una repressione severa, arrestando manifestanti e utilizzando la forza per disperdere le folle.
Blocco di Internet per impedire comunicazioni
In un tentativo di contenere le proteste, le autorità iraniane hanno attuato un blocco di Internet, limitando fortemente le comunicazioni tra i cittadini e all’esterno. Questa misura ha avuto l’effetto di isolare ulteriormente il paese e di ostacolare la diffusione di informazioni riguardanti gli eventi in corso.
Ministero degli Esteri e riconoscimento delle proteste
Nonostante la repressione, il Ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha dichiarato che il governo riconosce l’esistenza delle proteste. Questa affermazione giunge in un contesto in cui le autorità sono sotto pressione sia interna che esterna per affrontare le problematiche economiche e sociali del paese. Tuttavia, le parole di Araghchi sembrano contrapporsi alle azioni del governo, che continua a reprimere le manifestazioni con violenza.
Internet interrotto dopo operazioni terroristiche
Il blocco di Internet è stato giustificato dal governo con il pretesto di prevenire ulteriori attacchi terroristici. In effetti, dopo alcune operazioni violente che hanno scosso il paese, le autorità hanno ritenuto necessario interrompere le comunicazioni per evitare la diffusione di informazioni che potessero alimentare il panico e la disinformazione.
Avvertimenti di attacchi militari da Stati Uniti o Israele
In un contesto di crescente tensione geopolitica, Araghchi ha anche avvertito che l’Iran è pronto a rispondere a eventuali attacchi militari da parte degli Stati Uniti o di Israele. Questa dichiarazione evidenzia le preoccupazioni del governo iraniano riguardo a possibili interventi esterni, in un momento in cui la sicurezza interna è già compromessa dalle proteste e dalle violenze.




