Armatori: l’Unione Europea adotta politiche ecologiche dannose per le flotte

Critiche delle Associazioni Marittime alle Politiche Ambientali dell’UE

Negli ultimi mesi, le associazioni armatoriali italiane hanno espresso forte preoccupazione riguardo alle politiche ambientali promulgate dall’Unione Europea. In particolare, Confitarma e Assarmatori hanno messo in evidenza le problematiche legate al regime di Emission Trading System (ETS), ritenuto inadeguato e penalizzante per l’industria marittima.

Preoccupazioni sul Regime ETS

Le due associazioni hanno sollevato dubbi sull’efficacia del sistema ETS, che, secondo loro, non solo non ha raggiunto gli obiettivi di decarbonizzazione promessi, ma ha anche creato un clima di incertezze per un settore già provato da difficoltà operative e finanziarie.

  • Le promesse di investimenti sulla decarbonizzazione non sono state mantenute, lasciando gli armatori in una situazione di stallo.
  • Le politiche europee sono percepite come “suicide” per l’industria marittima, contribuendo a un clima di sfiducia e insicurezza.

Situazione di Sicurezza nei Mari

Oltre alle difficoltà legate alle politiche ambientali, è emersa una crescente insicurezza nei mari, con aree considerate pericolose per le navi italiane. Questo fenomeno non solo mette a rischio la sicurezza delle operazioni marittime, ma ha anche un impatto diretto sull’economia del settore.

Il Mediterraneo e il Ruolo Strategico dello Shipping

Roberto Ferrari di Psa Italy ha sottolineato l’importanza centrale del Mediterraneo nei traffici containerizzati, evidenziando come la regione rappresenti un crocevia fondamentale per il commercio globale. In questo contesto, Edoardo Rixi, viceministro, ha ribadito l’importanza strategica dello shipping per l’economia europea, sottolineando la necessità di un approccio equilibrato tra sostenibilità ambientale e competitività economica.

Investimenti in Porti e Infrastrutture

Infine, entrambi i rappresentanti del settore hanno concordato sull’urgenza di investire in porti e infrastrutture. Solo attraverso un adeguato ammodernamento delle strutture portuali si potrà garantire la competitività delle aziende armatoriali italiane e europee nel mercato globale, mantenendo al contempo un impegno serio verso la sostenibilità ambientale.

Queste considerazioni pongono interrogativi critici sul futuro del settore marittimo in Europa, in un momento in cui la pressione per la transizione ecologica si fa sempre più forte. La sfida sarà trovare un equilibrio tra gli obiettivi ambientali e le necessità economiche di un’industria cruciale per il commercio internazionale.


Immagine di copertina: Il Sole 24 Ore