Chiusura domenicale dei supermercati nel 2026? La proposta di Ancc-Coop agita il settore della grande distribuzione

Proposta di chiusura dei supermercati la domenica: un dibattito aperto

La proposta avanzata da Ernesto Dalle Rive, rappresentante di Ancc-Coop, di chiudere i supermercati la domenica ha suscitato un acceso dibattito nel panorama commerciale italiano. L’iniziativa si propone di ridurre i costi operativi e migliorare l’equilibrio tra vita lavorativa e privata dei dipendenti, una questione sempre più rilevante nel contesto attuale.

Benefici economici della chiusura domenicale

Secondo i sostenitori della misura, la chiusura dei supermercati la domenica potrebbe portare a significative economie, con stime che indicano un recupero di efficienza compreso tra 2,3 e 2,6 miliardi di euro. Questi fondi, se reinvestiti, potrebbero essere utilizzati per strategie promozionali che potrebbero stimolare ulteriormente il mercato della grande distribuzione.

Preoccupazioni dei commercianti

Tuttavia, non mancano le voci critiche. Confcommercio Veneto ha espresso preoccupazione per l’eventuale incremento degli acquisti online, già avvantaggiati da lacune normative. Questa evoluzione potrebbe mettere in difficoltà i negozi fisici, che si trovano a fronteggiare un cambiamento delle abitudini dei consumatori sempre più incline verso il digitale.

Il contesto economico attuale

Nel 2026, il contesto economico si presenta delicato. Le famiglie italiane tendono a concentrare le proprie spese su beni essenziali, mentre la spesa alimentare diventa sempre più selettiva. Ciò porta a interrogarsi su come una chiusura domenicale potrebbe influenzare le dinamiche di mercato.

Accettazione da parte dei consumatori

Nonostante le critiche e le preoccupazioni espresse, alcuni studi evidenziano che un terzo degli italiani già evita di fare la spesa la domenica. Questo dato potrebbe suggerire una potenziale accettazione della misura da parte del pubblico.

Implicazioni future

Se la proposta di chiusura dei supermercati la domenica dovesse essere attuata, si prevede che possa segnare un cambiamento significativo nelle abitudini di consumo e nella vita lavorativa dei dipendenti della grande distribuzione. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere se questa iniziativa avrà un seguito concreto nel panorama commerciale italiano.


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