Cloudflare presenta ricorso contro multa di 14 milioni dell’Agcom per il Piracy Shield
Cloudflare, nota azienda di servizi internet, ha recentemente annunciato di aver presentato un ricorso contro la multa di 14 milioni di euro imposta dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) relativa al controverso sistema di monitoraggio Piracy Shield. Questo provvedimento, introdotto per combattere la pirateria online, è stato oggetto di una serie di critiche da parte dell’azienda, che mette in discussione sia la proporzionalità della sanzione che l’efficacia del sistema stesso.
Accusa di “overblocking”
Una delle principali accuse mosse da Cloudflare riguarda il fenomeno dell'”overblocking”, una situazione in cui il sistema di monitoraggio colpisce non solo contenuti illegali, ma anche servizi legittimi e utili. Secondo l’azienda, questo comportamento non solo danneggia gli utenti finali, ma crea anche confusione nel mercato, minando la fiducia nei servizi digitali.
Contestazione della proporzionalità della sanzione
Cloudflare ha contestato la proporzionalità della multa di 14 milioni di euro, ritenendola eccessiva rispetto al fatturato dell’azienda. La società sostiene che la sanzione non tiene conto delle dimensioni e della natura delle operazioni commerciali condotte in Italia, dove la sua presenza è significativa ma non predominante nel mercato.
Critiche sul funzionamento del Piracy Shield
Il sistema Piracy Shield è stato oggetto di critiche anche per quanto riguarda la sua compatibilità con la normativa dell’Unione Europea. Esperti legali hanno messo in discussione se il sistema rispetti i principi di trasparenza e giustizia, evidenziando che potrebbero essere in gioco diritti fondamentali degli utenti.
Rischi di blocchi indiscriminati
Cloudflare ha inoltre avvertito sui rischi di blocchi indiscriminati che potrebbero danneggiare non solo utenti privati, ma anche organizzazioni non governative (ONG) e servizi cruciali come Google Drive. Secondo l’azienda, tali misure potrebbero avere effetti devastanti su chi si affida a questi strumenti per la comunicazione e la condivisione di informazioni.
Procedura di attivazione dei blocchi e violazione del giusto processo
La procedura di attivazione dei blocchi prevista dal Piracy Shield è stata definita da Cloudflare come una violazione del giusto processo. L’azienda ha sottolineato l’importanza di garantire a tutti gli utenti la possibilità di difendersi da eventuali accuse di violazione del copyright, proponendo una revisione delle modalità con cui vengono attuati i blocchi.
Danno all’affidabilità della rete e investimenti in Italia
Infine, Cloudflare ha espresso preoccupazione per il danno potenziale all’affidabilità della rete e agli investimenti nel settore digitale in Italia. L’azienda teme che misure come queste possano dissuadere nuovi investitori e compromettere la crescita del mercato tecnologico nel paese, creando un clima di incertezza che potrebbe risultare dannoso per tutti gli attori coinvolti.