Decreto Ucraina, Sasso e Ziello: i due leghisti contrari agli aiuti a Kiev affermano che è ora di fermare i finanziamenti a Zelensky

Controversie interne alla Lega: Sasso e Ziello votano contro gli aiuti a Kiev

Un recente dibattito all’interno della Lega si è intensificato dopo che due deputati, Claudio Sasso e Marco Ziello, hanno votato contro il decreto che conferma gli aiuti a Kiev. Questo gesto ha suscitato reazioni sia tra i membri del partito che nell’opinione pubblica, evidenziando un possibile scollamento tra le posizioni ufficiali del partito e il sentire di alcune frange della sua base.

Critiche agli aiuti militari

Durante le dichiarazioni pubbliche, Sasso e Ziello hanno manifestato forti critiche verso l’invio di armi e risorse finanziarie a sostegno del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. I due deputati hanno sottolineato che queste azioni non rispecchiano gli interessi nazionali italiani, suggerendo che il focus dovrebbe essere orientato a una risoluzione diplomatica piuttosto che a un ulteriore inasprimento del conflitto.

Il sentimento dell’opinione pubblica

Sasso ha anche affermato che, secondo le sue percezioni, la maggioranza degli italiani potrebbe preferire un’inversione di rotta nella questione ucraina. Questa affermazione, se confermata da sondaggi, potrebbe indicare una crescente disillusione tra i cittadini riguardo all’impegno militare del governo italiano.

Proteste in piazza Montecitorio

La controversia ha trovato espressione anche in manifestazioni pubbliche. In piazza Montecitorio, un gruppo di manifestanti ha protestato contro i finanziamenti militari a Kiev, esprimendo una visione critica delle politiche attuali del governo. Le voci di protesta si sono unite a quelle di Sasso e Ziello, suggerendo una frattura crescente tra la linea ufficiale del governo e le aspettative di parte dell’elettorato.

La giustificazione di Ziello

Marco Ziello ha cercato di giustificare il suo voto opponendosi al decreto, affermando che rappresenta una scelta politica in favore del sostegno militare. La sua posizione, tuttavia, si pone in contrasto con quella di molti all’interno della Lega e potrebbe segnalare una nuova direzione ideologica per il partito.

Emergenza di una corrente “vannacciana”

Le posizioni di Sasso e Ziello potrebbero indicare l’emergere di una corrente “vannacciana” all’interno della Lega, in riferimento al filone politico rappresentato da figure che propongono un approccio più scettico nei confronti delle alleanze militari e degli aiuti esteri. Questo sviluppo potrebbe avere ripercussioni significative sul futuro del partito e delle sue strategie politiche.

Il dibattito su come e se continuare a sostenere militarmente l’Ucraina è destinato a rimanere al centro dell’attenzione sia della Lega che dell’intera scena politica italiana, mentre le posizioni interne continuano a diversificarsi.


Immagine di copertina: Corriere della Sera