L’Agenzia delle Entrate avvia un’intensa attività di verifica: ecco i segnali di allerta

Aumento dei controlli fiscali previsto per il 2026

L’Agenzia delle Entrate ha annunciato un incremento dei controlli fiscali a partire dal 2026. Questa nuova strategia si baserà su un approccio più mirato, sfruttando l’accesso a vasti database per identificare i contribuenti a rischio di evasione fiscale.

Ruolo di Sogei nell’analisi dei dati

Sogei, partner tecnologico del Ministero dell’Economia, gioca un ruolo cruciale in questo processo. Grazie alla sua capacità di analizzare oltre 200 banche dati, Sogei consente all’Agenzia delle Entrate di individuare profili specifici che potrebbero presentare comportamenti elusivi nei confronti del fisco.

Il nuovo indicatore ISA

Un elemento centrale nella strategia di controllo sarà l’introduzione dello score ISA (Indicatori Sintetici di Affidabilità), che valuta l’affidabilità fiscale dei contribuenti su una scala da 1 a 10. I punteggi ottenuti avranno un impatto diretto sulle future interazioni con il fisco:

  • Punteggi superiori a 8 garantiranno l’accesso a vantaggi fiscali.
  • Punteggi inferiori a 6 attiveranno controlli più rigorosi.

Focus sulle imprese di medie dimensioni

Il Fisco concentrerà i suoi sforzi principalmente sulle imprese di medie dimensioni, prevedendo un aumento del 20% dei controlli entro il 2026. Questa decisione è motivata dalla necessità di garantire maggiore compliance tra i contribuenti di questo segmento, spesso considerato a maggior rischio di evasione.

Incongruenze tra costi e ricavi

Un altro fattore chiave che farà scattare verifiche sarà l’individuazione di incongruenze tra costi e ricavi dichiarati. Tali anomalie saranno considerate un campanello d’allarme per l’Agenzia delle Entrate, spingendo verso un maggiore approfondimento delle posizioni fiscali di tali contribuenti.

Importanza della collaborazione

In questo contesto, è fondamentale per i contribuenti mantenere un elevato livello di trasparenza nelle loro dichiarazioni fiscali e collaborare attivamente con l’Agenzia delle Entrate. Questo approccio non solo facilita il lavoro degli organi di controllo, ma contribuisce anche a creare un ambiente fiscale più equo e giusto per tutti.


Immagine di copertina e fonte della notizia: Il Giornale