Piantedosi: Ice non sarà mai attiva in Italia, polemica infondata su Milano-Cortina

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi commenta la polemica sull’ICE alle Olimpiadi di Milano-Cortina

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha recentemente affrontato un tema controverso riguardante la presenza dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) degli Stati Uniti durante le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. La questione ha sollevato preoccupazioni e dibattiti, ma Piantedosi ha voluto chiarire la posizione del governo italiano.

Chiarificazioni sulla presenza dell’ICE

Piantedosi ha sottolineato che l’ICE non opererà mai in Italia, dissipando così le paure suscitate da alcune dichiarazioni e speculazioni. La sua affermazione mira a rassicurare i cittadini rispetto a possibili interventi diretti da parte delle autorità americane in materia di immigrazione. Il ministro ha dichiarato:

  • “Le attuali discussioni sono infondate. Gli Stati Uniti non hanno specificato quali tipologie di personale saranno presenti”
  • “Non ci sono problemi concreti da affrontare in questo momento”

Gestione dell’immigrazione in Italia

Un altro punto trattato da Piantedosi riguarda la gestione dell’immigrazione nel nostro paese. Il ministro ha rassicurato che eventuali unità di sicurezza americana non svolgeranno compiti legati a questioni di immigrazione. Questa precisazione si inserisce nel contesto di un dibattito più ampio sulla sicurezza e sull’accoglienza, temi particolarmente sentiti in Italia. Piantedosi ha affermato che:

  • “La gestione dell’immigrazione è una prerogativa esclusivamente italiana”

Conclusioni del ministro

Nel concludere il suo intervento, il ministro Piantedosi ha invitato a mantenere la calma e a non farsi prendere da allarmismi infondati. La sua posizione riflette un intento di chiarezza e di trasparenza, sottolineando che l’Italia è pronta ad affrontare le Olimpiadi senza complicazioni derivanti dalla presenza di enti esteri nel settore della sicurezza e dell’immigrazione.


Immagine di copertina: Corriere della Sera