Una boa protegge i droni e l’ecosistema

Marco Perissinotto e il progetto Acqualink

Marco Perissinotto, un designer con un passato alla Maserati, ha recentemente sviluppato un dispositivo innovativo chiamato Acqualink. Questo strumento è stato concepito per recuperare droni e altri oggetti caduti in acqua, un’idea che è emersa dopo un incidente personale in cui il suo drone è affondato nel lago Maggiore.

Come funziona Acqualink

Acqualink è dotato di una boa galleggiante che si attiva automaticamente nel momento in cui l’oggetto affonda. Questa funzionalità consente di segnalare il punto esatto in cui l’oggetto è scomparso. Il dispositivo non solo facilita il recupero del drone, ma contribuisce anche a prevenire l’inquinamento ambientale, in particolare quello causato dalle batterie dei droni.

Sviluppo e prezzo previsto

Attualmente, Acqualink è ancora in fase di sviluppo, ma si prevede che il costo sarà di circa 100 euro. Il progetto mira a sensibilizzare gli utenti sul corretto smaltimento degli oggetti tecnologici, evidenziando l’importanza di una gestione responsabile dei dispositivi elettronici.

Potenziale di mercato e legiferazione

Perissinotto stima che ci sia un mercato significativo in Europa, dove oltre 1,1 milioni di patentini per droni sono già stati rilasciati. La startup sta anche lavorando per adattare la legislazione riguardante l’uso dei droni in ambienti acquatici, per garantire che le normative siano in linea con le nuove tecnologie emergenti.


Immagine di copertina e fonte della notizia: L’Espresso